Quali caratteristiche deve avere un buon centro

Il centro, detto anche pivot, è solitamente il giocatore più alto della squadra. Il suo compito in difesa è proteggere il canestro dalle incursioni in area dei giocatori avversari, per non concedere facili tiri al ferro. In attacco, il centro cerca di sfruttare la sua altezza e la sua forza per segnare da posizioni vicine a canestro, magari con una schiacciata spettacolare.

Il centro dovrà sviluppare alcune tecniche di base per avere successo: dovrà andare a rimbalzo tagliando fuori gli avversari, dovrà sviluppare tecniche di tiro come il gancio, per riuscire a segnare anche quando gli avversari non gli permettono di avvicinarsi al canestro, dovrà sviluppare senso della posizione e del tempo, per aiutare i compagni che vengono battuti in difesa e per stoppare tiri, ma anche per liberarsi delle marcature sotto canestro e schiacciare.

Kareem Abdul-Jabbar

Kareem Abdul-Jabbar con la maglia dei Los angeles Lakers effettua un classico tiro “gancio-cielo” tra Robert Parish e Kevin McHale dei Boston Celtics Robert nei tardi anni ’80. Copyright di Steve Lipofsky

Breve storia del ruolo di centro

Il centro, ruolo che oggi appare fondamentale, non è sempre stato considerato importante. Fino agli anni ’50, anzi, si riteneva non di rado che i giocatori troppo alti non potessero sviluppare le doti di atleticità e coordinazione necessarie per competere nel basket. George Mikan è stato il primo giocatore a ricprire il ruolo di centro affinando le tecniche che ne mettevano in risalto le caratteristiche: tiro a gancio, rimbalzo e stoppata. Mikan è stato rivoluzionario nel mondo del basket come primo centro dominante nel basket americano. Altri centri leggendari sono stati Bill Russel, Wilt Chamberlain, ma soprattutto Kareem Abdul-Jabbar, inventore del tiro gancio-cielo, “il tiro più instoppabile della storia” e attuale detentore del record di punti segnati in NBA con 38.387 punti in 1.560 partite.

Il ruolo a rimbalzo del centro

Un buon centro si giudica anche in base statistica sui rimbalzi conquistati. Catturare i rimbalzi permette infatti di mantenere il controllo della palla quando un tiro della propria squadra non entra o quando è un avversario a sbagliare. Come potete immaginare, avere un giocatore in grado di catturare il rimbalzo in difesa dà grande tranquillità alla squadra, così come è prezioso avere una seconda chance per tirare in attacco (ma attenti al tempo a disposizione).

La tecnica del taglia fuori è fondamentale, così come il senso del tempo e della posizione. Per prendere un rimbalzo è importante mettersi nella giusta posizione, voltandosi verso il canestro e mettendosi in equilibrio, per saltare con maggior reattività quando la palla sta arrivando nella vostra direzione. A questo punto è importante che saltiate al momento giusto, anticipando leggermente gli avversari, per arrivare prima sul pallone, ma state attenti a non saltare troppo presto, altrimenti ricadrete a terra prima che riusciate a prendere la palla. Capita anche ai professionisti e non c’è altro modo per migliorare che allenarsi.

Il ruolo difensivo del centro

Sviluppare il “timing” e il senso della posizione tornerà molto utile anche per aiutare i vostri compagni in difesa. Il centro è quasi sempre l’ultimo baluardo che gli avversari devono superare per segnare un tiro in penetrazione. Se un compagno viene battuto, di solito è il centro che va “in aiuto”, abbandonando il suo uomo per frapporsi tempestivamente tra l’attaccante e il canestro senza fare fallo (basta che tocchiate la mano o il braccio del tiratore per vedervi fischiare un fallo contro), stando attento al contempo a non lasciare troppo spazio al giocatore che stava marcando, per poter tornare su di lui rapidamente.

Il gioco del centro sul fronte offensivo

Il forte centro Dwight Howard

Dwight Howard, uno dei centri più dominanti degli ultimi dieci anni. Foto di Keith Allison, CC BY-SA 2.0

Sul fronte offensivo i centri sviluppano un gioco vicino a canestro basato sulla fisicità e sull’atletismo. Ci sono due situazioni caratteristiche in cui un centro può ricevere palla: in movimento, mentre guarda il canestro (pick and roll, contropiede, rimorchio), oppure in una situazione di gioco organizzato a metà campo, in cui probabilmente riceverà la palla spalle a canestro marcato dal suo difensore. Nel primo caso dovrà fare affidamento sulle sue doti atletiche per concludere rapidamente a canestro coordinandosi al meglio per una schiacciata o un tiro in terzo tempo prima che i difensori riescano a fermarlo. Nel secondo caso, invece, dovrà cercare di aggirare il difensore o di sbilanciarlo con una finta per poi concludere con un tiro. Un buon centro deve unire entrambi questi aspetti, per farsi trovare sempre pronto a portare una minaccia nel cuore dell’area avversaria. Tanto più il giocatore sarà capace di sfruttare queste opportunità mantenedo alte le sue percentuali di tiro, tanto più sarà cercato dai compagni e richiamerà su di sé l’attenzione degli avversari, liberando spazi per i compagni, che potranno ricevere degli assist dal centro ad esempio per dei tiri da tre o per delle penetrazioni a canestro cogliendo di sorpresa gli avversari.

Infine, credo che la tecnica di tiro sia da considerarsi estremamente importante anche per un centro. Sebbene molti pivot siano abituati a non tirare quasi mai fronte a canestro neppure da pochi metri, curare la forma e la tecnica di tiro sono importanti, ad esempio nel caso di tiri liberi o quando il centro riceve palla lontano da canestro nel pick&roll. Poter tirare dalla distanza è un altro aspetto che permette al centro di essere un’arma completa e letale in una squadra di basket.

“Small ball”, evoluzione del ruolo di centro?

Ultimamente si parla, in particolare in NBA, di un passaggio alle formazioni cosiddette “small ball”, che schierano giocatori meno imponenti ma più rapidi e tecnici nel ruolo di centro. In questo modo si privilegia l’esecuzione rapida e corale di schemi più efficaci in attacco, affidandosi a una difesa di squadra, che riesca a sopperire alla differenza di stazza tra il centro più piccolo e quello tradizionale. Questo stile deriva dallo studio di schemi che favoriscano ad esempio il tiro da tre punti e la velocità. Durante le Finals del 2015 i Golden State Warriors hanno adottato questa tattica con successo contro i Cleveland Cavaliers (questi ultimi peraltro falcidiati dagli infortuni).

Questo stile riguarda in particolare le posizioni di ala piccola e ala forte, che vengono ricoperti da giocatori rapidi, atletici e con buon tiro da tre, tutte caratteristiche che richiedono da parte del centro capacità particolarmente spiccate soprattutto in fase di aiuto difensivo. Spesso la stazza impedisce movimenti particolarmente rapidi, per cui questo stile può mettere in crisi i centri tradizionali. Per questo motivo l’atleticità e la rapidità sono caratteristiche sempre più apprezzate anche nei giocatori che possono essere schierati nei ruoli all’interno dell’area, quali centro e ala forte. Tuttavia, come per altre “mode” nella NBA, è presumibile che questa non trasformi completamente il ruolo e le caratteristiche dei centri, che dovranno sviluppare in futuro altre capacità per essere efficaci a tutto campo, ma che avranno pur sempre nella loro altezza la loro arma migliore. D’altronde, come si suol dire, finchè il canestro è posto a tre metri d’altezza i giocatori alti avranno sempre una loro utilità.

E secondo voi qual è la caratteristica più importante che deve avere un centro?

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